Raccolta oli vegetali esausti

Tutto quello che c’è da sapere

Mangiare è uno dei piaceri della vita, si sa. La dieta mediterranea poi, è da sempre considerata tra le migliori: uno degli ingredienti base della nostra cucina è l’olio. Che sia per una frittura o per insaporire carne e verdure, l’olio è utilizzato spessissimo. 

Dopo aver cucinato però che si fa con l’olio che avanza? 

(Spoiler: NON si butta negli scarichi!)

Agus Raccolta Oli Vegetali 1

Ormai in quasi tutti i comuni italiani è attivo il servizio di raccolta differenziata: i privati che cucinano hanno la possibilità di smaltire l’olio portandolo nelle isole ecologiche oppure con il ritiro periodico presso il proprio domicilio. 

Per attività come ristoranti, friggitorie, rosticcerie, pasticcerie, pizzerie, pescherie e hotel invece, la procedura inevitabilmente cambia, data anche la maggiore quantità di olio utilizzato da smaltire. 

Per quanto riguarda la ristorazione la legge stabilisce che qualsiasi attività che produce oli vegetali esausti di frittura o oli per conservazione di alimenti, produce un rifiuto speciale che deve essere eliminato secondo criteri conformi alle disposizioni in materia di smaltimento (pena una sanzione amministrativa pecuniaria).

Tutte le attività come ristoranti, rosticcerie, hotel devono rivolgersi a delle ditte che forniscono servizi di raccolta, trasporto e recupero degli oli esausti: le realtà ristorative devono raccogliere negli appositi contenitori dedicati e contattare appunto un trasportatore autorizzato affidandogli il ritiro, verificando che il rifiuto venga consegnato a un impianto che sia autorizzato al recupero oppure al deposito.

Facciamo un passo indietro: prima abbiamo detto che non si deve buttare l’olio negli scarichi, ma perchè non bisogna farlo?

Gli oli vegetali una volta usati sono altamente inquinanti: non sono biodegradabili e quando sono dispersi in acqua formano una sorta di patina (con uno spessore che può andare  dai 3 ai 5 centimetri) che impedisce ai raggi solari di penetrare causando ingenti danni all’ambiente e compromettendo l’esistenza di flora e fauna, in quanto ne impediscono l’ossigenazione. 

Quando si gettano nelle fogne gli oli esausti danneggiano il sottosuolo e impediscono alle radici delle piante l’assunzione delle sostanze nutritive, a questo si aggiunge il pericolo concreto che la sostanza arrivi anche ai pozzi di acqua potabile rendendola così inutilizzabile (non dimentichiamo che l’acqua è una risorsa preziosa, ma a rischio). 

A proposito di piante bisogna sfatare il mito che l’olio di frittura sia un buon concime: niente di più sbagliato, l’olio impoverisce il terreno ed elimina i microrganismi essenziali per la crescita della pianta stessa. 

E se l’olio esausto arriva al depuratore? Ne compromette il funzionamento e aumenta la spesa per la pulizia dell’acqua inquinata. 

Alcune ricerche hanno stabilito che un solo chilo di olio vegetale esausto contamina circa un milione di litri d’acqua: consapevoli di questo dato è impensabile non smaltirlo nel modo corretto. 

Oltre a non essere dannoso per l’ambiente, l’olio esausto recuperato può avere una seconda vita grazie al riciclo: dopo vari trattamenti è possibile ricavare da una sostanza così inquinante diversi prodotti come bitumi stradali, mangimi animali, lubrificanti vegetali per macchine agricole, biodiesel, biogas e glicerina per saponificazione.

Alessandro Agus Raccolta Oli Vegetali

L’obiettivo della ditta Alessandro Agus Autospurgo è quello di aiutare le attività nella gestione degli oli vegetali esausti e rispondere al meglio a qualsiasi necessità, offrendo servizi su misura (si esegue anche il ritiro degli oli alimentari contraffatti o scaduti, sequestrati dalle autorità). 

Hai un’attività di ristorazione e vuoi smaltire correttamente il tuo olio vegetale esausto senza creare danni all’ambiente? 

Affidati a un professionista del settore!